Papa Francesco: un Anno su San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato

Papa Francesco: un Anno su San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato

Con cuore di padre: così Giuseppe ha amato Gesù, chiamato in tutti e quattro i Vangeli « il figlio di Giuseppe ». Ma chi è Giuseppe? Sappiamo che egli era un umile falegname , promesso sposo di Maria ; un «uomo giusto» , sempre pronto a eseguire la volontà di Dio manifestata nella sua Legge e mediante ben quattro sogni . Dopo un lungo e faticoso viaggio da Nazaret a Betlemme, vide nascere il Messia in una stalla, perché altrove «non c’era posto per loro». Fu testimone dell’adorazione dei pastori e dei Magi. Ebbe il coraggio di assumere la paternità legale di Gesù. Nel Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, insieme alla madre Giuseppe offrì il Bambino al Signore e ascoltò sorpreso la profezia che Simeone fece nei confronti di Gesù e di Maria . Per difendere Gesù da Erode, soggiornò da straniero in Egitto . Ritornato in patria, visse nel nascondimento del piccolo e sconosciuto villaggio di Nazaret in Galilea – da dove, si diceva, “non sorge nessun profeta” e “non può mai venire qualcosa di buono” –, lontano da Betlemme, sua città natale, e da Gerusalemme, dove sorgeva il Tempio. Quando, proprio durante un pellegrinaggio a Gerusalemme, smarrirono Gesù dodicenne, lui e Maria lo cercarono angosciati e lo ritrovarono nel Tempio mentre discuteva con i dottori della Legge. Dopo Maria, Madre di Dio, nessun Santo occupa tanto spazio nel Magistero pontificio quanto Giuseppe, suo sposo. Giuseppe è PADRE . Padre della tenerezza, dell ’obbedienza , dell’ accoglienza , dell’ ombra , come scrive lo scrittore polacco Jan Dobraczyński, nel suo libro L’ombra del Padre , dove con la suggestiva immagine dell’ombra, ha narrato in forma di romanzo la vita di san Giuseppe.

Giuseppe è un ESEMPIO DI UMANITÀ E RESPONSABILITÀ , qualità che si svelano nitidamente nei suoi ruoli di “ uomo, sposo, padre, lavoratore, credente nella modalità più serena e più ricca ma anche più responsabile”. Giuseppe è anche CUSTODE perché sa ascoltare Dio, si lascia guidare dalla sua volontà, sa leggere con realismo gli avvenimenti, ed è attento a ciò che lo circonda. L’eco di queste parole risuona forte nella Lettera apostolica, scritta da papa Francesco “Patris corde”. pubblicata in occasione del 150.mo anniversario della dichiarazione dello Sposo di Maria quale Patrono della Chiesa cattolica.

Per celebrare tale ricorrenza, il Pontefice ha indetto, fino all’8 dicembre 2021, uno speciale “Anno” dedicato al padre putativo di Gesù, nel quale ogni fedele sul suo esempio possa rafforzare quotidianamente la propria vita di fede nel pieno compimento della volontà di Dio. E’ concessa l’Indulgenza plenaria ai fedeli che reciteranno “qualsivoglia orazione legittimamente approvata o atto di pietà in onore di San Giuseppe, specialmente nelle ricorrenze del 1 9 marzo e del 1° maggio, nella Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nella Domenica di San Giuseppe (secondo la tradizione bizantina), il 19 di ogni mese e ogni mercoledì, giorno dedicato alla memoria del Santo secondo la tradizione latina”

Nel dettaglio:

● a quanti mediteranno per almeno 30 minuti la preghiera del Padre Nostro, oppure prenderanno parte a un ritiro spirituale di almeno una giornata che preveda una meditazione su San Giuseppe;

● a coloro i quali, sull’esempio di San Giuseppe, compiranno un’opera di misericordia corporale o spirituale;

● a quanti reciteranno il Rosario, nelle famiglie e tra fidanzati;

● a “chiunque affiderà quotidianamente la propria attività alla protezione di San Giuseppe e ogni fedele che invocherà con preghiere l’intercessione dell’Artigiano di Nazareth, affinché chi è in cerca di lavoro possa trovare un’occupazione e il lavoro di tutti sia più dignitoso”;

● ai fedeli che reciteranno le Litanie a San Giuseppe (per la tradizione latina), oppure l’Akathistos a San Giuseppe, per intero o almeno qualche sua parte (per la tradizione bizantina), oppure qualche altra preghiera a San Giuseppe, propria alle altre tradizioni liturgiche, “a favore della Chiesa perseguitata ad intra e ad extra e per il sollievo di tutti i cristiani che patiscono ogni forma di persecuzione”.

Nell’attuale contesto di emergenza sanitaria, il dono dell’ Indulgenza plenaria è particolarmente esteso agli anziani, ai malati, agli agonizzanti e a tutti quelli che per legittimi motivi siano impossibilitati ad uscire di casa, i quali con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni ( Confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) , nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, reciteranno un atto di pietà in onore di San Giuseppe, conforto dei malati e Patrono della buona morte, offrendo con fiducia a Dio i dolori e i disagi della propria vita.

San Giuseppe,”l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”, con la sua vita ci ha fatto comprendere l’importanza delle persone comuni, quelle che, lontane dalla ribalta, esercitano ogni giorno pazienza e infondono speranza, seminando corresponsabilità. Tutti, infatti, possiamo trovare in San Giuseppe un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà, perché come cita papa Francesco “San Giuseppe ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in ‘seconda linea’ hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza”.

Lettera Apostolica del Papa

Decreto di indizione dell’Anno Santo

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