Giornata Mondiale della Pace

Giornata Mondiale della Pace

La GIORNATA MONDIALE PER LA PACE fu celebrata per la prima volta il 1º gennaio 1968, oltre mezzo secolo fa, voluta da Paolo VI col desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa che fosse proprio la lei, la PACE , con il suo giusto e benefico equilibrio, a dominare lo svolgimento della storia avvenire.

Da quell’anno il Papa invia ai Capi delle Nazioni e a tutti gli uomini di buona volontà un messaggio che invita alla riflessione sul tema della pace, del disarmo, della giustizia e dello sviluppo. È posta sotto il sigillo della  Madonna, Regina della pace, poiché i Messaggi dei Pontefici sono tutti promulgati e firmati l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione. La Giornata invece si celebra il primo gennaio, festa di Maria Madre di Dio. 

Il primo messaggio ebbe come oggetto la “pace del Concilio”, l’anno successivo fu trattato il tema della “riconciliazione e dei diritti dell’uomo”; anni dopo Wojtyla si occupò dei “movimenti pacifisti” e della “responsabilità di ciascun uomo per la costruzione della pace nel mondo”. Benedetto XVI confermò le intuizioni dei suoi predecessori e nel suo primo messaggio mise in relazione pace e verità, riferita ad un ordine superiore.  Jorge Mario Bergoglio è giunto quest’anno al suo ottavo Messaggio col tema “La cultura della cura come percorso di pace”: impegno comune, solidale e partecipativo, per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti e per interessarsi alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto, all’accoglienza.

Quattro i principi della “grammatica della cura”: promozione della dignità di ogni persona; solidarietà con poveri e indifesi; sollecitudine per il bene comune e salvaguardia del creato.

  • Promozione della dignità e dei diritti della persona, concetto nato e maturato nel Cristianesimo. Perché “persona” dice “relazione”, non individualismo. Ogni persona è creata per vivere insieme nella famiglia, nella società dove tutti i membri sono uguali in dignità, con diritti e doveri.
  • Solidarietà con poveri e indifesi: contro un’ecologia a senso unico, Francesco riafferma: “la cura della Terra, casa comune, non può essere autentica se non si accompagna alla tenerezza per gli esseri umani”.
  • Sollecitudine per il bene comune che riguarda anche le generazioni future. La pandemia mostra che ci troviamo sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, perché nessuno si salva da solo e nessuno Stato può assicurare il bene comune della propria popolazione. I rapporti tra le nazioni dovrebbero essere ispirati a fratellanza, rispetto reciproco, solidarietà e osservanza del diritto internazionale

e infine:

  • La salvaguardia del creato: un dovere impossibile da realizzare se le città sono epicentri di insicurezza, i loro abitanti vengono attaccati e bombardati da esplosivi, artiglieria e armi leggere, i bambini non possono studiare e gli uomini e le donne non possono lavorare. La carestia attecchisce dove era sconosciuta. Le persone sono costrette a fuggire.

L’invito del Papa allora. è di COLLABORARE per avanzare verso un nuovo orizzonte di amore, pace, fraternità, solidarietà, sostegno, accoglienza; NON CEDERE alla tentazione di disinteressarci degli altri, specie dei più deboli; NON ABITUARCI a voltare lo sguardo; MA IMPEGNARCI a formare una comunità di fratelli che si accolgono e si prendono cura gli uni degli altri. Il tutto sotto lo sguardo benevolo di Maria, stella del Mare e Madre di Speranza.

A questo link il messaggio completo del Papa.

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