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ISTITUZIONE DELLA COLLABORAZIONE PASTORALE DI MUSILE DI PIAVE

Musile, Chiesanuova, Millepertiche, Caposile, Passarella, Santa Maria di Piave CON GIOIA ANNUNCIAMO CHE DOMENICA 2 DICEMBRE TUTTE LE NOSTRE PARROCCHIE SONO INVITATE DAL VESCOVO A TREVISO PER L'ISTITUZIONE UFFICIALE DELLA COLLABORAZIONE DI MUSILE DI PIAVE.
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PARROCCHIA DI MUSILE

PARROCCHIA DI MUSILE DI PIAVE (836 – 1924) Mons. Prof. Sac. Costante Chimenton -Treviso 1924 La Chiesa di  S. Donato in Musile Sul Piave E Ruinis Pulchriores: La Chiesa di  S. Donato in Musile Sul Piave  
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UN PICCOLO LABORATORIO DELLA FEDE CON LE NOSTRE CATECHISTE

Cosa bolle in pentola

Dando uno sguardo superficiale dal di fuori, sembrerebbe che nulla o quasi si stia muovendo nelle nostre parrocchie, che tutto proceda come il solito, senza grandi cambiamenti.

In realtà all’interno della nostra Collaborazione Pastorale, insieme, stiamo lavorando per cercare di migliorare e arricchire i vari ambiti della vita Pastorale.

Anche per la Catechesi ci stiamo impegnando per riuscire a operare al meglio per il bene dei ragazzi, aiutando catechisti e catechiste a svolgere adeguatamente il loro servizio di evangelizzatori.

L’AMORE DI DIO E LO SPIRITO SANTO.

Centodieci ragazzi cresimandi di tutte le parrocchie della collaborazione: Caposile, Croce, Chiesanuova, Musile , Millepertiche e Passarella, hanno soggiornato due giorni, il 26 e 27 febbraio, al Villaggio San Paolo a Cavallino, per prepararsi alla Cresima.

Ad accompagnarli Don Michele, le catechiste e i catechisti di terza media  e gli animatori.

L’INCONTRO DEI SETTE CONSIGLI PER GLI AFFARI ECONOMICI

Lo scorso 9 febbraio, presso le sale parrocchiali di Caposile, si è tenuta la prima riunione congiunta di tutti i CPAE della Collaborazione di Musile.

L’importanza del momento

L’incontro, al quale erano presenti don Flavio, don Federico, don Michele e i rappresentanti dei Consigli Economici delle sette parrocchie, è stato un momento di conoscenza e di condivisione molto importante.

Dopo una parte iniziale dove è stata data lettura dei documenti diocesani contenenti principi e raccomandazioni di corretta gestione dei beni comunitari, si è proseguito con una presentazione delle singole realtà, con una descrizione del patrimonio immobiliare, ma anche gli oneri, le sfide e i progetti in corso nelle singole parrocchie.

Un confronto sulle strategie

Terminata questa prima fase “conoscitiva”, si è aperto un momento di confronto sulle strategie da adottare per preservare e valorizzare i beni (principalmente rappresentati dagli immobili) mantenendo come focus principale la stabilità economica delle parrocchie e la capacità di promuovere iniziative legate alla missione pastorale di ognuna.

Le parrocchie, lo sappiamo, non sono aziende e le entrate derivano principalmente dalla solidarietà delle persone che si manifesta con liberalità ed elemosine, oppure dall’opera volontaria e dalla partecipazione alle iniziative comunitarie, come i festeggiamenti per il santo patrono.

Inevitabilmente le strategie gestionali per reperire le risorse necessarie passano per una riduzione delle spese e la tale riduzione può essere ottenuta sicuramente mettendo in atto tutte le sinergie che naturalmente derivano dall’essere una Collaborazione. In realtà questo è un percorso che si è  iniziato già da tempo, per esempio con la costituzione di gruppi di acquisto nell’ambito delle sagre parrocchiali, oppure con l’accorpamento di alcuni servizi.

Da ciò che c’è, a ciò che potrà esserci

Questa serata è stata quindi una opportunità per fare un “brainstorming” alla ricerca di nuovi ambiti nei quali applicare queste sinergie. Si è parlato ancora di unificazioni amministrative ma anche di condivisione delle strutture e non ultimo di solidarietà nell’ambito finanziario.

Questo lavoro trae giovamento dalla passione di chi volentieri spende, a beneficio del proprio vicino, la competenza e la professionalità maturate nell’ambito lavorativo.

Oggi è importante abituarsi a guardare sempre di più al di fuori dell’orizzonte della parrocchia, trasformando in consuetudine il “progettare assieme” e il “condividere le risorse”.

S.L.

TRE STORIE, TRE ESPERIENZE, TRE VIAGGI

IMPRESSIONI DI GUINEA

“Profumo di terra rossa.... sotto l’ombra di un maestoso albero...assaporo... l’essenziale ...dove la mente non coglie ma il cuore si emoziona... si inizia cosi’ ...e l’anima vibra....”

A gennaio siamo stati 20 giorni in Guinea-Bissau, di cui 14 a San francisco della Foresta un piccolo villaggio nel mezzo del Paese, dove siamo stati ospitati dalla famiglia di Diego.

Diego era un uomo piccolo di statura, ma con un cuore ed una integrità con pochi eguali. Un pacificatore.

PELLEGRINAGGIO A FATIMA

Sono stato pellegrino a Fatima per la prima volta nel maggio 1987, in aereo, con mia madre ottantenne per eseguire un suo e mio desiderio: un sogno da tempo coltivato.

Fu un’esperienza che diede un tono fortemente mariano alla mia vita di Sacerdote e che commosse mia madre.

Un clima particolare

Subito ci siamo sentiti avvolti in un clima di silenzio, di raccoglimento e di preghiera. Ridotto il turismo, forte il senso del pellegrinaggio.

Gruppi di devoti che percorrevano in ginocchio il viale che portava al Santuario, file ai confessionali, molti nella Cappella dell’Adorazione, affollate le Liturgie in un clima di semplicità e nella forza di un messaggio.

DENTRO IL GIRONE DELL’AZZARDO COSÌ SI IPNOTIZZANO I GIOCATORI

Non entrate in quella zona. È la machine zone, la zona della macchinetta dove la slot attende le sue prede. A molti non succede niente: giocano, perdono, a volte vincono, smettono. Alcuni invece ci restano intrappolati:  quella maledetta zona se la sognano tutte le notti nessuna esclusa: la zona li ha marchiati nell’anima per sempre.

Ecco alcune delle conclusioni dello studio di Natasha Dow Schüll, di cui parliamo nel box a fianco.

Puntare sullle macchinette

Negli ultimi anni l’industria dell’azzardo ha capito che per incrementare i profitti il modo più efficace è puntare sulle macchinette. La macchina va costruita studiando colori, luci, forme e suoni che ipnotizzino i soggetti pronti a essere ipnotizzati, come tanti topi di Skinner (proprio l’immagine dei topi da intrappolare è usata da alcuni addetti ai lavori).

IL DIGIUNO, UN’ANTICA TRADIZIONE NELLA CHIESA

Quella del digiuno è una pratica quasi scomparsa tra i cristiani d’oggi. Eppure ha un’interessante significato ed una lunga  storia, che parte dalle prime generazioni cristiane, anche se affonda le sue radici nell’Ebraismo.

E non pensiamo che la sua pratica riguardasse solo l’astensione dal cibo; anzi le sue declinazioni erano molto più ampie.

Il libro del Pastore di Erma: 150 d.C.

EMMAUS