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Musile - Gruppi - Gruppo educatori

Gruppo educatori

Nella nostra parrocchia, finita la terza media e quindi l’ultimo anno di catechismo, viene presentata ai ragazzi di prima superiore la proposta di partecipare ad un gruppo parrocchiale. Ma se per gli addetti al mestiere  cos’è un  gruppo parrocchiale, è qualcosa di noto, forse per molte persone non lo è e le domande che nascono spontanee potrebbero essere:

  • Che cos’è un gruppo parrocchiale?
  • Chi lo coordina?
  • Chi partecipa?
  • Cosa si fa e con che modalità?

Mentre alle prime due domande cercheremo di rispondere di seguito, alle ultime due si cercherà di parlarne più avanti in altre occasioni visto che la risposta è diversa a seconda dell’anno a cui ci si riferisce.

I gruppi parrocchiali sono dei  gruppi formati da ragazzi che vanno dalla prima superiore al secondo anno di università: questo non sta a significare che partecipano solo studenti ma è solo per far capire la fascia d’età, in quanto ai gruppi partecipano anche ragazzi che non studiano ma che, ad esempio, lavorano.

Nella parrocchia di Musile partecipano ai gruppi un totale di circa settanta (?) ragazzi e ogni gruppo viene gestito da due, tre o più animatori, a seconda dell’anno che si prende in considerazione.

Il gruppo animatori, da quest’anno “gruppo educatori”, è composto da 13 educatori a cui si aggiungono gli altri 9 educatori ACR e ACG e viene coordinato da Don Vanio con una coppia di sposi, da molti anni presenti nel servizio dell’animazione.

Il gruppo educatori si incontra circa ogni quindici giorni alternando incontri di programmazione, nei quali si discute sull’andamento dei gruppi e su aspetti più pratici (feste da organizzare, calendario incontri etc.) e incontri di formazione.

Quest’ultimi sono senz’altro il fulcro del nostro essere educatore.

Il confronto e le esperienze di questi ultimi anni ci hanno fatto prima ripensare e poi ricostruire l’identità del gruppo educatori, tanto da modificarne il nome, in quanto si è voluto sottolineare la sua specifica funzione nel formare gruppi di adolescenti e giovani cristiani all’interno della nostra parrocchia.

Il gruppo educatori detta quindi prima di tutto uno stile cristiano ai propri componenti e non viceversa, avendo comunque sempre attenzione al vissuto, alle caratteristiche, alle doti di ogni singola persona che ne fa parte.

Questo perché i singoli educatori formano senz’altro un gruppo eterogeneo, con esperienze di fede diverse e approcci educativi personalizzati ma questa eterogeneità deve avere un volto sempre più cristiano con dei punti di riferimento visibili quali sacerdoti, seminaristi, che si affiancano nel cammino degli educatori e testimoniano la possibilità e la bellezza di essere discepoli del Signore.

Proprio per essere discepoli del Signore e trasmetterne la bellezza ai ragazzi, anche gli educatori  devono ricevere un’educazione cristiana, un’educazione che non si riceve una volta per sempre ma si costruisce e si vive giorno per giorno, condividendola all’interno del gruppo .

Oltre all’educazione si condividono molti altri aspetti dell’essere cristiani e della propria fede: i dubbi, le fatiche, il cammino, la preghiera…. Condividere questi aspetti  per saper poi proporli e viverli con i ragazzi, che sono in cammino proprio come noi..

Ci si trova uniti da una passione comune per il servizio in parrocchia  e dal desiderio di incontrare Cristo nella nostra vita.. Quest’anno cerchiamo di avvicinarci sempre di più a questo desiderio attraverso un percorso formativo intitolato “L’educazione al cuore”. Educare le emozioni per trasformarle in sentimenti buoni, riconoscere i movimenti del cuore e scoprire dove vogliono portare e dove il Signore ci vuole portare. Il Signore ci parla attraverso i nostri desideri, le nostre paure, i nostri innamoramenti. Egli ci parla attraverso la sua Parola, il cuore di Cristo, che dona luce e direzione a quello che si vive e che si prova.

Ci siamo posti una grande meta.. una grande meta da raggiungere però a piccoli passi, con piccole tappe intermedie.. proprio perchè le grandi fedeltà si raggiungono solo attraverso le piccole fedeltà.

In questo cammino formativo di quest’anno abbiamo anche un fratello maggiore.. San Pietro. Si.. proprio questo santo che è stato così simile a noi… con la sua chiamata, i suoi entusiasmi, i suoi alti e bassi con Gesù, le sue intuizioni, la sua missione, le sue tentazioni, il suo tradimento …

Educare il proprio cuore per poter testimoniare in modo autentico ai ragazzi che ci sono stati affidati. Comprendere chi ci ha amati per riconoscere in questo amore Dio che entra nella nostra vita..

Anche noi possiamo trasmettere questo amore ai ragazzi, far comprendere anche a loro quanto Dio ci vuole bene. Questo è un grande traguardo di fede: se ci si sente amati, se il nostro cuore è libero e privo di catene, il resto non conta..

Non è sempre facile, ma quando sentiremo troppa fatica sulle spalle, basterà con molta umiltà “dare” un po’ di questo peso al Signore, sempre pronto ad aiutarci e a sostenerci, proprio come un compagno di viaggio,  come noi cerchiamo di esserlo, nel nostro compito di educatori, con i nostri ragazzi.