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L’estate è “kairòs”, ossia “tempo favorevole”

L’estate è stagione favorevole per tante attività ma anche, dopo mesi ad alta velocità, per rallentare e permettersi un tempo di marcia lento, domestico, dando cioè ascolto alla voce che chiama a fermarsi e, un poco almeno, a riposarsi.

Un tempo favorevole per riposare il fisico. Sempre più sovente abbiamo modo di leggere che per svariate ragioni si dorme meno, crescono i rumori notturni e l’illuminazione, aumentano le occasioni di essere connessi a strumenti tecnologici (televisione, internet, telefono, social network...) che distolgono dal sacrosanto dovere/diritto di riposare. Sembra superfluo ma ricordare che il corpo è un organismo fragile che necessita di riposo non è fuori luogo.

Un tempo favorevole per ascoltare. Ascoltare con le orecchie le persone più prossime che incontriamo ogni giorno. Un ritornello che frequentemente emerge nel nostro parlare è non ho tempo per... Ecco l’estate è una stagione che, anche grazie alle lunghe giornate, permette di stare in maggior compagnia delle persone. Ascoltare le parole, i silenzi, le storie, le fatiche e le gioie.

Ma anche per leggere, cioè ascoltare un buon libro: romanzo, saggio, racconto di viaggio, un classico o uno di fantasia che sia, non importa; importa la disponibilità a pensare. Papa Francesco questa primavera ha consigliato di rileggere quel capolavoro di Alessandro Manzoni che è I promessi sposi. Consiglio attuale e indovinatissimo.

Un tempo favorevole per pregare. Per entrare in relazione distesa e prolungata con il Cielo. La Parola del Signore (specialmente i Vangeli e i Salmi), ci vengono incontro quotidianamente per esserci specchio, pungolo e sollievo. Ogni giorno una parola per restare in sua compagnia. Non sono necessarie pratiche gravose o complicate o strane; occorre fedeltà all’appuntamento e la scelta (compiuta sotto lo sguardo amico e fecondo dello Spirito santo), di una sola parola. Una sola Parola al giorno per essere salvati: ogni giorno! Possibilmente nelle prime ore del mattino, quando il silenzio, il fresco e la mente facilitano la recettività.

Un tempo favorevole per viaggiare. Grandi viaggi, viaggi giornalieri o il viaggio della vita è un dettaglio. Il viaggio è in sé scossa, incontro, sfida, formazione, scoperta... A patto di rispettare la terra, le persone e il passo di coloro che andiamo a visitare. Cosa non sempre facile in quanto, spesso così accade, in ogni angolo di mondo all’uomo occidentale piace trovare servizi, comodità e possibilità che lascia a casa propria. Ma questo limita molto la possibilità di immergersi in una esperienza educativa; per viaggiare infatti servono leggerezza, adattabilità, pazienza e semplicità. A proposito di viaggi di grande utilità, avete mai pensato un viaggio in Terra Santa? Laddove si è dipanata la vicenda terrena della salvezza; laddove Gesù ha mostrato la sua meravigliosa parabola umana e divina; laddove la Chiesa ha mosso i primi passi... Una volta nella vita è, possibilmente, un viaggio da mettere in agenda. La nostra Diocesi lo propone ogni anno...

L’estate è anche un tempo favorevole per servire. Per svolgere qualche
servizio di gratuità. Ribadisco gratuità! Parola quanto mai sospetta e,
purtroppo desueta, visto che tutto si paga, si compra, si monetizza: viveri,
tempo, affetti, oggetti, salute, pesone... Mettersi invece a disposizione senza
interessi, se non avendo dinanzi la certezza della magnifica ricompensa di
cui ci parla San Paolo, è una possibilità per imparare a vivere. Alcuni
partono per luoghi lontanissimi, altri restano nel proprio condominio. Le
città, i paesi, i vicini, i bambini e gli anziani danno molte vie per dare una
mano: ci sono vere e proprie organizzazioni che promuovono servizi alla
persona in nome del Signore (Opera San Francesco a Milano, Caritas
diocesane in tutta Italia, Comunità S. Egidio a Roma, il Sermig a Torino),
ma anche piccoli gruppi parrocchiali o associazioni laiche, civili, collegate
ai servizi sanitari. E poi, per chi ha occhi e orecchie attenti riesce sicuramente a individuarli, ci sono numerosissime persone non intercettate da alcuna rete che possono essere ascoltate, accolte, accompagnate, prese in carico con piccoli e quotidiani servizi. Mi suggeriva un malato disabile: “
Quando mi vedi, non passare oltre, chiedimi soltanto, c’è qualcosa che posso fare per te? Una offerta così non mi umilia e non mi offende; se ho bisogno te lo dico, altrimenti mi onora e un poco mi guarisce che qualcuno si sia preso cura di me”. E, dice il Signore, qualsiasi cosa avrete fatto a uno dei più piccoli tra voi, l’avrete fatta a me!

Estate dunque un tempo favorevole per vivere. Meglio. Buona estate. (Dalla Redazione della Rivista Porziuncola)