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UNA SETTIMANA DA DIO…

No, non parliamo del famoso film interpretato da Jim Carrey e Morgan Freeman una dozzina di anni fa, ma della “grande settimana”, come la chiamavano i cristiani dei primi secoli, la settimana santa.

Come vivere bene una settimana (che viene) da Dio?

“Una settimana da Dio” l’ha vissuta Gesù, tutta la vita, ma sintetizzata nella sua ultima.

Dopo aver parlato a tutti, senza distinzione, ai grandi e agli umili, ai potenti e ai deboli; dopo aver portato la misericordia e il perdono di Dio; dopo aver guarito, consolato, compreso ogni uomo e ogni donna, come fa un buon padre e una buona madre verso ciascuno dei suoi figli, Gesù entra in Gerusalemme per compiere l’ultimo passo, in cui riassume tutta la sua esistenza: si dona totalmente, non tiene nulla per sé, neppure la vita.

Nell’Ultima Cena, con i suoi amici, condivide il pane e distribuisce il calice “per noi”. “Prendete e mangiate… Prendete e bevete…”. L’amore di Gesù sorpassa e supera il rifiuto. E nell’invito “fate questo in memoria di me” Cristo stesso ci indica la ragione dei suoi gesti

Donare è il verbo della vita: Egli ha voluto rimanere per sempre tra noi, per far maturare in noi il verbo della vita. Diventare dono per l’altro, nella quotidianità della vita coniugale e famigliare, nel servizio umile…

Poi nell’Orto degli Ulivi, come nel processo davanti a Pilato, non oppone resistenza, si dona; è il Servo sofferente preannunciato da Isaia che spoglia se stesso fino alla morte (cfr Is 53,12).

Dio non è venuto a spiegare la sofferenza: è venuto a riempirla della sua presenza, scriveva Paul Claudel; non è un Dio indifferente ed insensibile, sordo al dolore ed all’ingiustizia. Si è preso la sofferenza e ci ha messo dentro un seme di divinità, per cui scriveva giustamente il teologo Hans Küng, “l’amore di Dio non mi protegge da ogni sofferenza. Mi protegge, invece in ogni sofferenza”.

Dono chiama dono.

Il dono della vita di Gesù agli uomini ed al Padre, chiama il dono del Padre. La morte non riesce a trattenere l’amore di Gesù. “Dio lo ha risuscitato” annunciano gli apostoli da subito.

Vivere una settimana da Dio per entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. E’ entrare nella logica del Vangelo che ci chiede di “uscire”. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi per donare Vita.