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TRE STORIE, TRE ESPERIENZE, TRE VIAGGI

IMPRESSIONI DI GUINEA

“Profumo di terra rossa.... sotto l’ombra di un maestoso albero...assaporo... l’essenziale ...dove la mente non coglie ma il cuore si emoziona... si inizia cosi’ ...e l’anima vibra....”

A gennaio siamo stati 20 giorni in Guinea-Bissau, di cui 14 a San francisco della Foresta un piccolo villaggio nel mezzo del Paese, dove siamo stati ospitati dalla famiglia di Diego.

Diego era un uomo piccolo di statura, ma con un cuore ed una integrità con pochi eguali. Un pacificatore.

I bambini

“la mano si allunga per donare una carezza... occhi piccoli e indifesi ti guardano impauriti.... io sono bianco e sono straniero... lui ha paura di me ... era solo una carezza... chiedevo solo di essere accolto... e mi immedesimo... non aver paura   ACCOGLI....”

I bambini: stare con loro ti faceva passare tutti i mali, anche se la mattina ti alzavi col mal di schiena o un dolore ad una spalla dovuti al letto, o all’umidità della notte, dopo dieci minuti con loro non c’era più niente. Era come se avessero avuto un potere magico, che ci trasportava fuori dal nostro corpo.

Quel potere ti portava indietro nel tempo, non solo al nostro tempo personale, ma anche a quel tempo comunitario che più di tutto abbiamo abbandonato oggi.

Era il sentirsi parte di qualcosa di più grande che ti abbracciava e ti faceva crescere.

Una cultura da comprendere

"ed e' lì... in quel punto preciso dove ti senti forte sicuro quasi invincibile pronto a voler sfidare qualsiasi cosa... Lì vieni colpito... di colpo respiri polvere perche' il tuo viso tocca terra.... quasi a voler chiedere scusa per la trop­pa arroganza e sicurezza di sè.... allora quel chinarsi diventa una preghiera a Dio... e subito in quel ab­bandono tor­­ni ad alzare la testa..."

Ci siamo scontrati con la realtà legata alle millenarie tradizioni di quei luoghi.

Tanto antiche e radicate, quanto assurde e superflue ai nostri occhi.

Le tradizioni fan­no cultura e la cultura crea l’identità di un popolo, ma a volte non potevamo non fermarci a pensare a quanta distanza possano creare tra noi.

Non si scappava da quella filosofia, è la regola del più forte: se ce la fai vai avanti, se non ce la fai no.

Ma era poprio nei momenti in cui ci fermavamo a ragionare su questo che arrivava Diego, con la sua forza, la sua bontà e la sua lealtà rappresentava quanto di meglio possa nascere dall’incontro con due culture così lontane tra loro. Un figlio di Guinea che ha vissuto in Italia ed ha assimiltato gli aspetti positivi di una cultura ricca come la nostra e ne ha fatto tesoro per poter far crescere, al meglio delle sue possibilità, il suo popolo e la sua terra, senza mai dimenticare le proprie radici e le proprie antiche tradizioni.

Natura

“...non aver paura di diventare una palma alta e dritta perche’ nel tagliarti diventerai trave portante del tetto di una casa... La foresta mi insegna a diventare dono”

L’odore intenso di terra, terra di un rosso acceso, la notte africana, il silenzio e il buio.

L’accoglienza in ogni casa, gli abbracci, i sorrisi, le mani che ti stringevano.

La natura, i colori, i profumi, i paesaggi, gli incontri...

Un paese che non conosci e che non si sa come, ti fa sentire subito a casa.

Gli occhi che ti parlano, l’abbraccio inaspettato.

Impariamo dall’Africa a scoprire che l’essenziale sta nell’incontro con l’altro: l’essenziale della vita è imparare ad amarsi nonostante tutto.

Massimo, Andrea, Alice.

VIAGGIO IN INDIA

L’India, ai nostri occhi un paese sconfinato e ricco in contraddizioni, sapori, profumi e colori, capace di suscitare sentimenti contrastanti come la rabbia, lo stupore, la gioia e la tenerezza. Ad accompagnarci nel nostro viaggio tra gli Stati del Kerala e del Tamil Nadu, considerati il polmone verde dell’India, le Suore Missionarie Terziarie Francescane Regolari di Firenze.

Tantissime le persone incontrate di diversa estrazione sociale, di varie culture e di ogni età e bellissimo riscoprire ancora una volta un grande dono: la preghiera.

Una spiritualità profonda

Non importa quale sia il credo religioso o il lavoro o quanto abbondante sia il tuo piatto di riso e curry, la preghiera ed una naturale spiritualità sono gli elementi che accomunano le tante facce di questo popolo così variopinto.

Un passo del Vangelo recita: “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, [...] ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.  

È facile capire perché Namastè (Grazie) sia stata la parola più usata in quei venti giorni, quotidianamente meravigliati dall’accoglienza speciale riservata a noi ospiti.

Enrico ed Elisa

VIAGGIO IN BRASILE

Quando parti per la seconda volta ti illudi di sapere già come andrà, e invece no!!!

Questo mio viaggio di missione è stato un’esperienza completamente nuova, che mi ha fatto vivere delle emozioni straordinarie.

La mia scelta di partire da sola è stata una sfida con me stessa, un meraviglioso viaggio in Brasile e dentro me.

Ho vissuto tre settimane in una struttura che tutela legalmente figli di tossicodipendenti o provenienti da famiglie con gravi disagi.

Mi occupavo di bambini da 0 a 11 anni; ogni giorno andavo a dormire consapevole che quegli scriccioli mi stavano insegnando a vivere!

Ogni volta mi rendo conto che queste esperienze lasciano davvero segni profondi che oltre a darti grandi emozioni ti segnano profondamente.

Barbara