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IL DIGIUNO, UN’ANTICA TRADIZIONE NELLA CHIESA

Quella del digiuno è una pratica quasi scomparsa tra i cristiani d’oggi. Eppure ha un’interessante significato ed una lunga  storia, che parte dalle prime generazioni cristiane, anche se affonda le sue radici nell’Ebraismo.

E non pensiamo che la sua pratica riguardasse solo l’astensione dal cibo; anzi le sue declinazioni erano molto più ampie.

Il libro del Pastore di Erma: 150 d.C.

 

I digiuni graditi a Dio sono: non far nulla di male nella tua vita, ma servi il Signore con cuore puro; osserva i suoi comandamenti, camminando nei suoi precetti, e non entri nel tuo cuore alcun desiderio malvagio e credi in Dio. […] Se adempi queste cose, farai un grande digiuno accetto al Signore (Erma, “Il Pastore”, Le Similitudini, 3).

Il digiuno, osservando i precetti del Signore, è molto bello. Così osserverai, dunque, il digiuno che stai per fare. Prima di tutto guardati da ogni parola cattiva e da ogni desiderio malvagio e purificati il cuore da tutte le cose vane di questo mondo. Se osserverai ciò, sarà questo il digiuno perfetto (Erma, “Il Pastore”, Le Similitudini, 4).

L’interessante finalità del digiuno

Farai poi così. Compiute le cose prescritte, il giorno in cui digiunerai non gusterai nulla, tranne pane e acqua. Dei cibi che avresti mangiato calcola la quantità del denaro di quella giornata che avresti speso, mettila da parte e la darai alla vedova o all’orfano o al bisognoso. In questo modo ti farai umile e, per questa umiltà, chi ha ricevuto riempie la sua anima e pregherà il Signore per te (Erma, “Il Pastore”, Le Similitudini, 5 ,1-4).

Il digiuno non è quindi una pratica dietetica o estetica, ma è finalizzato alla carità.

Tuttavia è da praticare con equilibrio e senza eccedere.

Così come è pericoloso passare i limiti della temperanza nel mangiare, è anche irragionevole debilitare troppo il corpo con delle astinenze eccessive, rendendo il corpo inutilizzabile perché troppo debole per fare del bene. Siamo quindi obbligati a prenderci cura del nostro corpo (S. Basilio il grande, Sulla vera verginità, 27, IV sec. d. C).

Tanti tipi di digiuno

Egli parla del digiuno dal cibo come di pratica necessaria per essere caritatevoli e vergini, del digiuno costituito dalla continenza in vista della santità, del digiuno dalle parole vane o detestabili, del digiuno dalla collera, del digiuno dalla proprietà di beni in vista del ministero, del digiuno dal sonno per attendere alla preghiera (Benedetto XVI presenta San Afraate il Saggio, 21 novembre 2007).

Ed oggi?

Il digiuno resta attuale anche oggi, nelle sue motivazioni e forme.

E’ prescritto solo il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo, di uno dei pasti principali.

L’astinenza dalle carni o dai cibi ricercati e costosi riguarda invece gli altri venerdì della quaresima.

Al digiuno sono tenuti i fedeli dai 18 anni compiuti ai 60 incominciati; all’astinenza dalla carne i fedeli che hanno compiuto i 14 anni.