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VEGLIA PER LA PACE 31 LUGLIO 2016 MUSILE DI PIAVE

(Rifessione di don Saverio alla fne della Veglia di Domenica scorsa nel sagrato della Chiesa con la preghiera interreligiosa) 

In tanti questa sera vogliamo continuare a vivere questo gesto rivoluzionario non violento per dire a noi stessi e al mondo intero che la PACE va richiesta, pregata, preparata, condivisa con tutti. Nessuno può dirsi puro al tal punto di non aver bi- sogno di pace, nessuno può credersi detentore della verità... ma nel cuore di ogni donna e di ogni uomo Dio, che ha nomi diversi ma che è uno solo, ha posto il sigil- lo della pace ... è il tempo, è l'ora che “scoppi” la pace e non la guerra.

Pregare, riflettere, cercare insistentemente e ostinatamente il dialogo non è come qualcuno crede essere buonisti. Dal vocabolario ho trovato la spiegazione:

buonismo s. m. [derivato. di buono]. – Ostentazione di buoni sentimenti, di tolle- ranza e benevolenza verso gli avversarî, o nei riguardi di un avversario, spec. da parte di un uomo politico; è termine di recente introduzione ma di larga diffusione nel linguaggio giornalistico, per lo più con riferimento a determinati personaggi della vita politica.

NO, non vogliamo essere buonisti, perché il buonista fa male a sé e agli altri, il buonista è un pauroso e un vigliacco, il buonista non ama la pace ma l’ipocrisia... noi vogliamo essere BUONI... che è tutta un’altra cosa:
Essere buoni vuol dire essere forti, essere resilienti di fronte alle difficoltà, anche quelle più grandi, essere capaci di dire dei veri sì e dei sani no...

essere con i piedi per terra e con lo sguardo sull’umanità senza confini e senza steccati, senza noi e voi, senza slogan, senza ruspe e senza asfaltature, il buono è misericordioso e parte sempre dal positivo che c’è in ogni altro, non ha nemici se non la paura, la grettezza e l'arroganza!

Ma nel nostro dialetto essere “tre volte buon” vuol dire essere stupidotto, sei uno che si fa fregare, che te la danno a bere...
Il “BUONO VERO”, invece, cerca tutti i mezzi per portare pace e dialogo, il buono davvero, è colui che sa che alla fine andrà a finire bene e non dà la colpa agli altri ma si sporca le mani per far si che la Bontà vinca su ogni odio.

Strade ce ne sono tante e io stasera, (visto che tra due mesi non sarà più il parro- co di Musile e Chiesanuova), volevo proporre a tutti voi di non aver paura di creare gruppi di dialogo, di ascolto, di conoscenza reciproca... per imparare a stimarci a vicenda. Gruppi che si aprano a mente, per conoscere, per interpretare la realtà, per far rispettare le leggi partendo però dai bisogni reali di ognuno (senza divisioni di muri...): l'umanità sempre più sarà “mischiata” e il mondo sempre più sarà con- diviso... niente è nostro, tutto è dono: il dialogo (grande autostrada per la pace) potrà allora creare quello che tutti attendiamo IL MONDO, LA CIVILTA' DELL'AMO- RE. Grazie

don Saverio