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Formazione Liturgica...

Liturgia? Perché formarsi?

Forse perché FORMARSI signi ca NON FERMARSI.

E il non fermarsi, l’essere sempre in cammino, in movimento è una delle caratteristiche principali del discepolo di Gesù.
Chi pensa di aver già compreso tutto della propria fede, del proprio essere cristiano, del proprio servi- zio... forse ha ancora tanta strada da fare.

La liturgia è vita, è incontro, è esperienza. Non è qualcosa di statico, una formula che si ripete, un’insieme di celebrazioni fotocopiate di anno in anno.

La liturgia non è “cosa” da preti, né solo di Dio. E’ un’unione del divino con l’umano, è un’unione del cielo con la terra e in questo riunirsi, l’assemblea diventa parte attiva, diventa protagonista di un mistero che si rinnova e che diventa ogni volta “memoriale”.

Certo ci sono documenti scritti, formulari, riti, prenotanda da seguire, ma chi anima la liturgia deve avere appunto quella sensibilità “liturgica” per poter aiutare l’assemblea a vivere sempre più in profondità la celebrazione eucaristica.

In quest’ottica e sensibilità ogni anno vengono proposti nella nostra Collaborazione incontri sulla liturgia e approfondimenti di vario genere. Corsi per i lettori, per chi si dedica alla cura dei ori, ai cantori, all’assemblea... nessuno escluso.

Anche quest’anno, a gennaio, sono stati organizzati a Millepertiche tre incontri curati dall’Uf cio Diocesano sul ruolo dell’assemblea, dei lettori e del coro nella cornice dell’anno giubilare della misericordia.

Si è partiti da una presentazione a grandi linee della Sacrosanctum Concilium no a toccare temi più speci ci come ad esempio far cantare un’assemblea o quali canti scegliere. C’è stata una buona partecipazione da parte della Collaborazione ma forse si è notata l’assenza di molti, passatemi il termine, “addetti ai lavori”.
Troppi impegni? Troppi appuntamenti nelle nostre parrocchie? Giorni sbagliati?

Temi già risaputi? Chissà... Ognuno si risponderà in cuor suo. Posso solo dire che personalmente ritengo che questi incontri siano sempre molto interessanti.
Mi aiutano ad entrare sempre più nella grandezza di quello che andiamo a vivere durante ogni Eucarestia, a comprendere come ogni liturgia oltre ad essere ben curata, deve essere pri- ma di tutto VERA e VIVA.

Come d’altro canto certe indicazioni debbano essere seguite e rispettate perché hanno un loro senso profondo che va al di là di quello del “piace o non piace”.
Mi aiutano a ricordare di essere chiamata ad essere servo e non maestro nel mio servizio.

Mi ricordano di camminare, di non fossilizzarmi, di essere continuamente terreno rivoltato e aperto ai suggerimenti che mi possono arrivare dall’esterno. Se Cristo ha sposato una Chiesa pellegrina e missionaria... per continuare ad esserlo ..forse dobbiamo iniziare a muoverci un po’ di più!

Monica Scarabel