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La nuova ENCICLICA del Papa ci invita ad un serio esame di coscienza

papa francescoCari amici lettori, è arrivata la tanto attesa enciclica di papa Francesco sul rispetto del Creato. Il titolo è inconsueto: non più in latino, ma addirittura in italiano: Laudato si’. Ma è molto appropria- to, visto che si tratta dell’inizio del Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi. E in effetti il lungo testo del Papa, quasi 200 pagine, è un inno di lode a Dio per la bellezza del mondo e delle sue creature. Ma nello stesso tempo è una forte e documentata “arringa” rivolta agli uomini che hanno sfruttato, avvelenato, deturpato questa «casa comune». Così la chiama Francesco con un’espressione bella e forte. La Terra in cui abitiamo, infatti, è la nostra casa e dobbiamo averne cura. Sulla scia del Poverello di Assisi, il Papa de nisce poi la Terra come «una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» e «una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza». Come possiamo rimanere insensibili di fronte a una madre e a una sorella, come possiamo non ammirarne la bellezza, e non muoverci a pietà di fronte alla devastazione e al saccheggio di cui è fatta oggetto?

 

Il testo del Papa è lungo e piuttosto impegnativo. Richiede una lettura attenta e serena. L’invito, dunque, è a leggere con attenzione questa “lettera circolare” (è il signi cato della parola enciclica), per fare poi un attento esame di coscienza. Francesco, infatti, non si limita a delle ri essioni sulla cura della Terra, nostra «casa comune». Ci chiede anche di agire. Non si rivolge solo ai politici o ai potenti della Terra, ma a ciascuno di noi. Cosa possiamo fare? Il modello è san Francesco, che vedeva nella natura «uno splendido libro nel quale Dio ci trasmette qualco- sa della sua bellezza e della sua bontà». Il santo di Assisi, scrive il Papa, era «un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la

natura e con se stesso». In lui si comprende « no a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore». 

don Antonio Rizzolo (Direttore di "Credere")