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EXPO: FRA BUSINESS E TANGENTI LA CHIESA SAPRA' PARLARE DI FAME?

Da quando, nel 2008, Expo 2015 è stato assegnato a Milano e all’Italia, non è passato mese senza che all’Esposizione universale non fossero legate storie di tangenti, appalti truccati e corruzione. Tanto nobile il tema della kermesse, Nutrire il pianeta, energia per la vita, tanto basso il pro lo civile delle notizie di cronaca.
Eppure, per la prima volta nella storia delle Esposizioni universali, fra le 140 nazioni partecipanti ci sarà anche il Vaticano, presente a expo con un proprio padiglione e un programma ambizioso. Non di solo pane. Alimentazione e giustizia ha spiegato a più riprese mons. Luca Bressan, vicario episcopale della diocesi di Milano, presidente di Caritas ambrosiana e delegato vaticano per Expo, son temi che interessano profondamente la Chiesa. Tutto vero, anche perché se la Dichiarazione universale sui ditritti dell’uomo ha sancito, nel 1948, che il cibo è un diritto fondamentale, la fame oggi uccide oltre 870 milioni di persone all’anno mentre 2,8 milioni di persone soffrono del problema opposto, il “troppo cibo”, e muoiono per malattie riconducibili a sovrappeso e obesità. Santa Sede e Caritas(presente al motto Dividere per mol- tiplicare) bene hanno fatto nel decidere di contribuire alla ri essione: la questione, infatti, non è che il mondo non dà abbastanza per tutti, ma che le risorse non sono equamente distribuite. Il Papa ha già alzato la voce: “Questa economia uccide, bisogna rinunciare all’autonomia dei mercati e della speculazione nanziaria e agire sulle cause strutturali dell’iniquità”.

 

Ora, viene da chiedersi se la Chiesa sarà in grado di parlare di fame, quella della carne come quella dello spirito, ai 20 milioni di visi- tatori di Expo. “Non ci scandalizziamo più per la fame nel mondo perché la nostra fede si è imborghesita”, ha detto mons Bressan. Si tratta d’ instillare un po’ di dubbi a chi ha la pancia piena e la coscienza anestetizzata dalla rassicurante vita parrocchiale. E anche a chi, non facendo parte delle categorie prima citate del “troppo” o “troppo poco” cibo, non sa (o non vuole sapere) di far parte del terzo gruppo, quello di chi ogni anno spreca 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. 

Laura Bellomi
tratto da "Jesus" aprile 2015