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LO SAPEVI CHE?

PERCHE' IL SACERDOTE COPRE IL CALICE DURANTE LA CONSACRAZIONE?
La copertura del calice è un gesto di prudenza, per evitare che vi cadano elementi estranei, soprattutto quando contiene il vino trasformato nel sangue di Cristo. Nei primi secoli si stendeva una sola tovaglia sull’altare. Le tovaglie si moltiplicarono dal secolo ottavo, probabilmente per evitare che il vino consacrato, versato accidentalmente, finisse fuori dall’altare. La prima di queste tovaglie fu chiamata palla corporalis: coprendo l’intero altare, sulla parte anteriore erano poste le offerte, mentre quella posteriore era piegata sul calice, proprio per preservarlo da impurità. Da questa tovaglia unica siamo giunti al corporale sul quale si pone la palla corporalis, che può essere usata per coprire il calice.


QUAL E' IL SIGNIFICATO DELL'ACQUA E PERCHE' SE NE VERSA UNA GOCCIA CON IL VINO NEL CALICE?
Secondo un uso greco, seguito in Palestina ai tempi di Gesù, prima di bere del vino vi si aggiungeva una modica quantità d’acqua. Le antiche preghiere eucaristiche orientali ricordano questo gesto durante l’ultima cena, pur non essendovene traccia nel Vangelo. Quando i fedeli si comunicavano sotto le due specie, l’acqua veniva versata dal diacono in capienti calici, con un gesto a forma di croce. Scomparsa la comunione al calice dei fedeli, la quantità di vino è limitata e il sacerdote vi versa solo poche gocce d’acqua. La Chiesa antica ha visto in questo gesto simbolico l’unione a Cristo che salva. Come il vino assimila l’acqua, così Gesù (vino), unendo noi (acqua) a lui, ha preso su di sé i nostri peccati: «Se qualcuno offre solo vino, il Sangue di Cristo comincia a essere senza di noi, ma se offre acqua soltanto, il popolo comincia ad essere senza Cristo» (Lettera di Cipriano).


PERCHE' SI METTE NEL CALICE UN PEZZETTO DI PANE CONSACRATO?
Lo spezzare il pane è seguito dall’immissione di un pezzo di ostia consacrata nel calice. Rompere il pane per condividerlo era un gesto comune presso gli ebrei. Lo troviamo fra i gesti di Gesù durante la cena: la frazione del pane diventa il nome con cui la tradizione lucana indica l’eucaristia. Per la liturgia antica sembra un gesto funzionale per comunicare i fedeli, assumendo una forma rituale precisa. Il rito non ha solo una funzione pratica; significa che noi, pur essendo molti, diventiamo un solo corpo nella comunione a un solo pane che è Cristo, come dice l’apostolo Paolo.
Alla frazione del pane è legato il gesto dell’immixtio, l’immersione nel calice di un pezzo di pane consacrato. Fra le varie interpretazioni possibili, la più convincente fa riferimento al rito del fermentum. Nella messa papale una parte del pane consacrato era conservata per la celebrazione seguente, volendo indicare così la continuità del sacrificio eucaristico, un’altra parte era inviata ai vescovi suburbicari e ai preti delle chiese titolari romane, come segno di unità. Il rito era praticato anche dai vescovi nei confronti dei preti delle chiese circostanti.