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DALL'UDIENZA DI MERCOLEDI' 26 GIUGNO DI PAPA FRANCESCO

  1.  

    "La Chiesa non è un intreccio di cose o di interessi, ma il Tempio dello Spirito Santo, dove tutti sono uguali e nessuno è inutile". Rivolgendosi ai numerosissimi fedeli presenti in piazza San Pietro, il Pontefice ha dedicato di nuovo la sua riflessione al "mistero della Chiesa", servendosi nella circostanza dell'immagine del tempio.

    Una lettura che ha messo a confronto l'antico con il nuovo Testamento, rimandando alla storia del popolo di Israele ma anche alle vicende di ogni singolo cristiano. Del resto, ha spiegato il Santo Padre aggiungendo alcune considerazioni personali al testo preparato, "il tempio siamo noi, noi siamo la Chiesa vivente; e quando siamo insieme tra noi c'è anche lo Spirito Santo, che ci aiuta a crescere come Chiesa. Noi non siamo isolati, ma siamo popolo di Dio: questa è la Chiesa". E in questa realtà, per il Pontefice, "nessuno è secondario. Nessuno è il più importante, tutti siamo uguali. Qualcuno potrebbe dire: "Senta Signor Papa, Lei non è uguale a noi". Sì - ha assicurato - sono come ognuno di voi, tutti siamo fratelli! Nessuno è anonimo". Ciò implica tuttavia una responsabilità, ha avvertito Papa Bergoglio, perché "se manca il mattone della nostra vita cristiana, manca qualcosa alla bellezza della Chiesa. Alcuni dicono: "Io con la Chiesa non c'entro", ma così salta il mattone di una vita in questo bel Tempio. Nessuno può andarsene, tutti dobbiamo portare alla Chiesa la nostra vita, il nostro cuore, il nostro amore, il nostro pensiero, il nostro lavoro".

    E in proposito il Papa ha esortato a essere pietre vive: "Avete visto quanto è brutto vedere un cristiano stanco, annoiato, indifferente? Un cristiano così non va bene", ha concluso, perché esso "deve essere vivo, gioioso di essere cristiano; deve vivere questa bellezza di far parte del popolo di Dio che è la Chiesa".